Tra usare ed abusare, in altri termini, passa tutta la differenza che c’è tra il legittimo godimento di una situazione giuridicamente tutelata in vista di un fine socialmente apprezzabile, e la sua distorsione verso scopi eletti in modo arbitrario da un singolo individuo. Rimproverando l’abuso del diritto, processuale o sostanziale, la CEDU sta ribadendo un concetto essenziale ma spesso dimenticato, e cioè che i diritti non sono vuoti contenitori nei quali ciascuno riversa tutto quel che sente, desidera, crede soggettivamente di necessitare, e ne ottiene di conseguenza insindacabile protezione legale, bensì strutture non manipolabili né reinventabili dai singoli, perché sempre attengono alla coesistenza e dunque si nutrono di un resistente fondamento obiettivo… CEDU sul caso Gross nega diritto al suicidio […]