Pensare il Diritto

a cura dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani

Giurisdizione Archive

lunedì

30

Gennaio 2017

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lunedì

25

Aprile 2016

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Relazione del Presidente della Corte Costituzionale

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Dal sito istituzionale della Consulta, pubblichiamo il testo integrale della relazione annuale del Presidente, il neoeletto prof. Paolo Grossi, che soprattutto nella prima parte propone alcune significative considerazioni sul ruolo delle corti costituzionali nell’equilibrio dei poteri. “Le domande poste al giudice delle leggi e dei conflitti appaiono come il segnale della riemersione, nel tessuto sociale, di bisogni non compiutamente soddisfatti attraverso la legislazione: come se le ragioni politiche delle scelte risultassero, alla prova dei fatti, relativamente insufficienti nella loro occasionalità o comunque inadeguate rispetto alle ragioni giuridiche che consideriamo fondamentali e che, perciò, chiamiamo “costituzionali”, dal momento che le “fondamenta” necessariamente “costituiscono”. E come se, nello sforzo di una inesausta emendatio legum, si coltivasse collettivamente, anche oltre il circuito parlamentare, […]

martedì

30

Giugno 2015

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La punizione tra giudizio e perdono

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La previsione legale della pena è condizionata da valori politici e scelte. E’ naturale pensare che l’applicazione di una regola generale nel caso singolo possa essere inutile o sbagliata, viste le particolarità dei fatti in questione. Ed è oltremodo lodevole che ci siano sforzi affinché la pratica della legge sia il più possibile giusta ed equa. Da qui la conclusione per cui alla pena devono affiancarsi strumenti giuridici capaci di assicurare l’effettiva meritevolezza della sanzione e di evitare che l’applicazione della pena risulti in concreto inutile e, quindi, semplicemente dannosa. LA PUNIZIONE TRA GIUDIZIO E PERDONO

mercoledì

18

Febbraio 2015

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Principio di legalità e interpretazione giuridica

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“La legge deve garantire l’osservanza di principi etici, ma è essa stessa condizionata, nella sua pratica applicazione, dal livello culturale e morale della classe giudicante; e quindi, in sostanza, dalla stessa società alla quale quelli appartengono. Lo Stato di diritto sarà concretamente realizzato se e nella misura in cui gli interpreti saranno in grado di far valere correttamente quella normativa. Soltanto quando vi sia qualcuno in grado di applicarla correttamente, la società avrà gli strumenti adeguati per svolgere una funzione di garanzia a salvaguardia dei diritti inviolabili della persona. Il rispetto dei diritti umani è fondamentalmente un fatto di costume, nel quale si rispecchia la civiltà di una Nazione”. Principio di legalita e interpretazione giuriudica