Pensare il Diritto

a cura dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani

CEDU Archive

sabato

30

Marzo 2019

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L’eutanasia davanti alla CEDU: l’affaire Mortier c. Belgique

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Mentre in Italia le maggiori istituzioni della legalità (Parlamento e Corte Costituzionale) sono alle prese con il caso legato alla morte per suicidio assistito, in Svizzera, del cittadino italiano Fabiano Antoniani, con l’aiuto materiale dell’esponente del Partito Radicale italiano Marco Cappato, attualmente imputato per aiuto al suicidio con sospensione del giudizio e remissione degli atti alla Consulta, la Corte Europea dei Diritti Umani viene adita dal cittadino belga Tom Mortier che denuncia l’incompatibilità con la Convenzione Europea delle norme sull’eutanasia in Belgio, inidonee a proteggere gli individui da decisioni avventate o manipolate (questa è la ragione per cui, nella sua denuncia, la madre gravemente depressa si sarebbe tolta la vita nel 2013). Dal sito istituzionale della CEDU, pubblichiamo la prima […]

lunedì

28

Gennaio 2019

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lunedì

28

Gennaio 2019

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Il Protocollo 16 per il dialogo tra Corti nazionali e CEDU

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Dal sito istituzionale del Consiglio d’Europa e della Corte Europea dei Diritti Umani, pubblichiamo la versione originale del cosiddetto “Protocollo 16”, firmato dall’Italia al momento dell’accordo ma ancora senza deposito dello strumento di ratifica. Il Protocollo è entrato in vigore lo scorso 1 agosto 2018, il primo giorno del terzo mese successivo al deposito del decimo strumento di ratifica, ad opera dello Stato francese. In sostanza, il Protocollo 16 alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo introduce anche per la  CEDU una sorta di rinvio pregiudiziale simile a quello previsto nel sistema giurisdizionale UE, cosicché le Corti supreme di uno Stato parte della Convenzione Europea potranno sospendere il procedimento interno e chiedere alla Corte di Strasburgo un parere relativo all’interpretazione o applicazione di […]

lunedì

30

Gennaio 2017

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Strasburgo sulla maternità surrogata

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La Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata in via definitiva sul caso “Paradiso e Campanelli vs. Italia” (n. 25358/12), rovesciando la sentenza di prima istanza ed affermando che non vi è stata da parte dello Stato Italiano alcuna violazione dell’art. 8 della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo. La centralità di questa norma nel sistema che va configurandosi conferma l’importanza di una sentenza che, oltre a porre un freno alla deriva favorevole alle forme più estreme e discusse di fictio juris applicate alla genitorialità, impone un aggiornamento dell’interpretazione del right to privacy che ne eviti usi distorti o veri e propri abusi. Pubblichiamo il testo integrale della decisione nelle due versioni ufficiali (inglese e francese), traendolo dal sito […]

martedì

9

Febbraio 2016

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NE BIS IN IDEM

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Secondo l’orientamento della Corte costituzionale a partire dalla storiche sentenze “gemelle” nn. 38 e 349 del 2007 alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo va riconosciuta natura di ‘parametro costituzionale interposto’, atteso che “… il nuovo testo dell’art. 117 Cost. se, da una parte, rende inconfutabile la maggior forza di resistenza delle norme CEDU spetto alle leggi ordinarie successive, dall’altra attrae le stesse nella sfera di competenza di questa Corte, poiché gli eventuali contrasti non generano problemi di successione delle leggi nel tempo o valutazioni sulla rispettiva collocazione gerarchica delle norme in contrasto, ma questioni di legittimità costituzionale…”. Articolo Avv. Scino

venerdì

30

Ottobre 2015

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Caso Lambert: l’eutanasia non convince i professionisti del diritto e della salute

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Pubblichiamo, per gentile concessione dell’Autrice, Professoressa di Filosofia del Diritto presso l’Universidad Rey Juan Carlos de Madrid e presso l’Universidad Catolica de Valencia, nonché esperta internazionale di Bioetica e Biogiuridica e componente dell’Observatorio de Bioética dell’Universidad Catolica de Valencia, una riflessione ispirata dal caso Lambert, ben noto alle cronache biogiuridiche francesi ed europee. Dopo l’avallo delle Corti nazionali e della CEDU, è stato sorprendentemente riconosciuto dai giudici interni al medico curante un effettivo spazio di autonomia professionale ed etica, che lascia ben sperare non solo per la sorte del paziente conteso, ma anche per il futuro della biogiuridica di fine vita. Caso Lambert

sabato

26

Settembre 2015

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Inquietudini europee sulla dignità dell’embrione. Riflessioni a partire dalla sentenza CEDU sul caso Parrillo

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Non è affatto vero che – come ci vogliono far credere – la cultura europea sia uniforme nel negare l’identità umana del concepito. Vi è, invece, sotterranea, una inquietudine che è necessario far esplodere. La sfida giunge alla sua radice. L’uomo è sempre uomo o in qualche caso non lo è? Si possono fare discriminazioni sull’essere umano? Il pensiero moderno può chiudere gli occhi? Inquietudini europee e dignità embrionale

sabato

27

Giugno 2015

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La sentenza CEDU sul caso Lambert

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Ad inizio giugno 2015 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sede a Strasburgo, si è pronunciata sul lacerante caso Lambert, dichiarando con una maggioranza di dodici voti su diciassette (i cinque giudici dissenzienti hanno sottoscritto un parere oppositivo allegato nel testo), che lo Stato Francese non avrebbe violato l’art. 2 della Convenzione Europea del Diritti dell’Uomo in relazione alla protezione del diritto alla vita del paziente. Il caso, e la discutibile sentenza, riaprono un dibattito mai sopito in Italia ed in Europa circa diritti dei pazienti e dei loro rappresentanti, i doveri di cura e di assistenza, la distinzione tra terapie e trattamenti vitali, la protezione piena della fragilità umana, l’indisponibilità della propria vita corporea. Pubblichiamo il testo integrale […]

martedì

28

Aprile 2015

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Sentenza CEDU sez. II, 27 gennaio 2015, Paradiso e Campanelli c. Italia, ric. n. 25358/12

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Pubblichiamo, dal sito ufficiale, il testo della sentenza con cui la Corte di Strasburgo ha rilevato la violazione dell’art. 8 CEDU da parte dell’Italia in un caso concernente un minore nato da una madre surrogata in Russia e sottratto ai genitori a causa dell’inesistenza di un legame biologico e genetico con i coniugi. La decisione è stata accolta da numerose critiche e perplessità che meritano una considerazione non transeunte e la riflessione attenta dei giuristi, anche a prescindere dal possibile ricorso alla Grande Chambre che il governo italiano può presentare nei termini previsti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Sentenza Cedu