Pensare il Diritto

a cura dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani

Diritto e Letteratura Archive

sabato

27

maggio 2017

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Simone Weil e la precedenza dei doveri sui diritti

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La grande pensatrice del secolo scorso, in piena euforia per la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo firmata il 10 dicembre 1948 per iniziativa dei leaders di un Occidente bisognoso di riscatto etico e giuridico, seppe con coraggio ricordare al mondo che non vi sono diritti senza corrispondenti doveri, e che il dovere costituisce il primum ontologico e logico del discorso giuridico. Riportiamo di seguito (dalla traduzione di Franco Fortini per i tipi di SE, Milano, 1990, p. 13), il formidabile incipit di “La prima radice. Preludio ad una dichiarazione dei doveri verso l’essere umano”, opera il cui originale apparve in Francia nel 1949. “La nozione di obbligo sovrasta quella di diritto, che le è relativa e subordinata. Un diritto non è efficace di per […]

sabato

25

marzo 2017

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L’amore e la ferita del tempo

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Pubblichiamo un breve brano tratto dall’opera di Maria Zambrano “La tomba di Antigone”. La grande pensatrice e scrittrice spagnola offre una fulminante lettura della connessione necessaria tra il dolore del tempo e la verità dell’amore, e ne svolge poeticamente l’intrinseca attitudine generativa. Maria Zambrano sull’amore e il tempo

martedì

14

febbraio 2017

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Di che cosa parliamo quando parliamo di amore?

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“Il fondamentale assenso, che si ripresenta identicamente in ogni vero amore, è per sua natura, lo sappia o no colui che ama, la riproduzione o riattivazione di qualcosa che già preesiste, una ripetizione cioè dell’atto creatore divino, in virtù del quale non solo esiste la persona che mi incontra, che mi piace e che è stata ‘creata per me’: per esso, ogni reale in genere esiste ed è, al tempo stesso, ‘buono’, degno cioè di essere amato”. J. Pieper, Sull’amore, (1972), trad. it. a cura di G. Santambrogio, Morcelliana, Brescia, 2008, p. 193

sabato

24

dicembre 2016

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domenica

25

settembre 2016

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La corruzione: l’augurio di Atena (Eschilo, Eumenidi)

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Da sempre la corruzione è avvertita come un male. Eschilo (526, + 456) rappresenta l’Orestea nella primavera del 458 ad Atene, all’epoca alleata ad Argo nella guerra contro Sparta, ed è l’ultima vittoria del poeta nei concorsi ad Atene. Le Eumenidi è l’opera nella quale coloro che sono tenute a far rispettare l’ordine di dike (le Erinni rappresentate dalla figura Corifea) affrontano uno scontro dialettico, diventando parte (l’accusa) in un vero e proprio processo, in cui il collegio umano dei giudici presieduto da Atena è chiamato a valutare anche le tesi difensive dei testi (Apollo, in primis) a favore di Oreste imputato.   capuzza-eschilo-corruzione

martedì

30

agosto 2016

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martedì

7

giugno 2016

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Nato da donna

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Pubblichiamo una nostra traduzione dell’ode alla donna di Walt Whitman, espressivo riconoscimento del meraviglioso prodursi da donna di ogni cosa bella del regno umano. Per pensare, anche sul piano giuridico, l’immenso tema dell’uguaglianza nella differenza, e della conseguente parità di doveri e diritti, molto aiutano anche contributi liberi ed elevati come questa poesia di uno dei grandi della letteratura statunitense, pure alieno al dibattito filosofico ed esistenzialmente lontano dagli schemi tradizionali. Il verbo dominante, to unfold, è stato tradotto letteralmente come “sviluppare/svilupparsi”: l’immagine evoca al tempo stesso una rivelazione, un dispiegamento fisico e simbolico, un uscire allo scoperto, un’espulsione verso il mondo affine a quella del parto, e perciò esclusivamente femminile, una scopertura materiale che rivela, e dunque rende possibile la […]

sabato

30

aprile 2016

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sabato

30

aprile 2016

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domenica

28

febbraio 2016

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Le città invisibili

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Pubblichiamo, da “Le città invisibili” di Italo Calvino, il brano che descrive la città di Leonia, dove il vecchio viene fagocitato dal nuovo, e gettato nelle immondizie di oggi pur nella chiara consapevolezza che il nuovo che oggi ne viene generato sarà l’immondizia di domani. “Più che dalle cose di ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l’opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l’espellere, l’allontanare da sé, il mondarsi d’una ricorrente impurità”. Come ha notato Zigmunt Bauman nel duro saggio del 2004 “Vite di […]